Storia e tradizione

La bonifica

Il Lago di Montepulciano e il vicino Lago di Chiusi, collegati dal Canale del Passo alla Querce, sono ciò che resta della palude che fino all’epoca medicea ha occupato gran parte della Val di Chiana e che ha subito, nel corso degli ultimi secoli, continue opere di bonifica. Fu un’opera che, anche per le dimensioni dell’area interessata, si rivelò incredibilmente complessa, coinvolgendo, nelle varie fasi, ingegneri, matematici, idraulici, cartografi, agronomi e architetti: da Leonardo da Vinci all’aretino Vittorio Fossombroni (1754 – 1844), un tecnico illuminato che lavorò a quest’opera impegnativa e di dimensioni gigantesche per oltre cinquant’anni.

Il Canale Maestro della Chiana rappresenta un’opera di ingegneria idraulica storica che ancora oggi svolge una importante funzione sul territorio. Anticamente il fiume “Clanis”, scorrendo verso sud, confluiva nel Tevere tramite il fiume Paglia. Intorno all’XI secolo, la valle cominciò a impaludarsi a causa del lento sollevarsi dei terreni nella zona di Chiusi a causa di movimenti tettonici e per il deposito di materiali erosivi. Il fiume “Clanis”, che non riusciva quindi più a defluire regolarmente verso il Tevere, allagò la valle per ben cinque secoli. L’intervento iniziale dei Medici e successivamente degli Asburgo – Lorena divenuti Granduchi di Toscana iniziò il processo di trasformazione della valle.

Con l’opera di bonifica e la realizzazione del Canale Maestro, attraverso colmate, ponti canali, gallerie, chiaviche e chiuse, il corso dell’acqua ha cambiato direzione e procede ancora oggi verso nord per confluire nell’Arno. Il risultato, dopo secoli di palude, è sotto i nostri occhi: una tra le valli più fertili della nostra penisola: 185 kmq di estensione, di cui 80 sottratti all’acqua e difesi da 630 km di arginature.